Desiderio Sessuale Maschile

Tempo di lettura: 2 minuti

Che cos’è il Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile?

Il Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile rappresenta una fra le più sfuggenti condizioni della sessualità maschile. E’ molto difficile fornirne con esattezza una definizione oggettiva di desiderio sessuale. Per una maggiore comprensione possiamo considerarlo come il risultato di un’interazione positiva tra diversi fattori: processi cognitivi interni (pensieri, fantasie e immaginazione), meccanismi neurofisiologici (eccitabilità centrale) e componenti affettive (umore e stati emotivi). Inoltre genere, età, salute e condizione sociale sono variabili importanti per l’esperienza del desiderio.


Epidemiologia

La stima della prevalenza del Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile nella popolazione generale maschile è molto variabile e oscilla intorno al 10-15%. Tale prevalenza è doppia rispetto al sesso femminile. Questa marcata differenza è stata interpretata come l’effetto di una più alta spinta motivazionale verso la sessualità nel maschio rispetto alla donna. Nel maschio tale disturbo è spesso vissuto come una riduzione della virilità.


Eziologia

Fattori psicologici e psichiatrici (aspetti relazionali e aspetti intrapsichici), fattori ormonali (testosterone, prolattina e ormoni tiroidei), fattori iatrogeni (farmaci e interventi chirurgici), insieme ad altri fattori (patologie sistemiche croniche e la presenza di altre disfunzioni sessuali) possono mutuamente associarsi e contribuire alla genesi del disturbo.


Caratteristiche diagnostiche

Nel valutare il Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile si deve tenere conto delle condizioni bio-psico-sociali della persona. Per una diagnosi sono richiesti sia una insufficiente/assente motivazione ad avere rapporti sessuali sia scarsi/assenti pensieri o fantasie sessuali. La mancanza/assenza di motivazione sessuale e gli scarsi/assenti pensieri e fantasie sessuali devono essere persistenti o ricorrenti e devono verificarsi per un prolungato periodo di tempo.


Interventi terapeutici

Il trattamento viene impostato in base all’eziologia. Un approccio che tenga conto degli aspetti bio-psico-sociali dell’uomo e della coppia (quando possibile) è solitamente necessario. Quando vengono rilevate alterazioni ormonali (vedi iperprolattinemia, ipogonadismo, ipotiroidismo) una adeguata terapia sostitutiva può incrementare il desiderio sessuale in breve tempo. Maggiormente complessa si presenta la situazione in cui la riduzione del desiderio sessuale sia dovuta all’assunzione di farmaci. Non sempre infatti è possibile ricorrere all’interruzione o alla sostituzione del farmaco (vedi Depressione Maggiore). In tali casi un intervento combinato di tipo farmacologico e psicoterapeutico si rende necessario. Quando la riduzione del desiderio sessuale è spiegabile in base a fattori psicologici di tipo relazionale o intrapsichici l’intervento psicoterapeutico risulta la soluzione appropriata. Nel caso in cui conflitti e afflizioni col partner siano aspetti preponderanti la psicoterapia di coppia è l’intervento privilegiato. Non esistono attualmente interventi farmacologici atti ad incrementare il desiderio sessuale.

In base alla specifica diagnosi è possibile intervenire con un trattamento farmacologico (sostitutivo), una psicoterapia di coppia (in caso di alterati rapporti di coppia) o una psicoterapia individuale (in caso di disagio psichico personale).