Disturbi depressivi

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Cosa sono i disturbi depressivi?

La caratteristica comune di tutti i disturbi depressivi è la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni somatiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo. Le differenze tra essi consistono nella durata, nella distribuzione temporale e nella presunta eziologia.

La depressione (nella forma dell’episodio depressivo grave) è una malattia comune e grave che influisce negativamente sul modo di esperire le emozioni, di pensare agli eventi e di agire quotidianamente. La depressione annualmente colpisce il 6,7% della popolazione adulta. Uno ogni sei persone (16,6%) sperimenterà invece la depressione in un certo momento nell’arco della vita. La depressione può colpire in qualsiasi momento, ma in media appare durante la tarda adolescenza e verso la metà dei vent’anni. Le donne hanno maggiori probabilità di provare la depressione.

La depressione provoca sentimenti di tristezza e di perdita di interesse per attività in precedenza piacevoli. Può portare ad una serie di problemi emotivi e fisici gravi e può ridurre la capacità di una persona di funzionare in diversi ambiti: lavorativo, familiare, relazionale, sessuale. Fortunatamente, è anche trattabile.

Segni e sintomi depressivi

I sintomi della depressione possono variare da lievi a gravi e possono includere: sentirsi triste o avere un umore malinconico, perdita di interesse o piacere in attività una volta gradite, cambiamenti nell’appetito – perdita o guadagno di peso non correlati ad una dieta, alterazioni del sonno – dormire troppo o poco, perdita di energia o maggiore affaticamento, aumento dell’attività fisica senza uno scopo,  rallentamento psicomotorio – dei movimenti e dei discorsi (azioni osservabili da altri), percezione di sentirsi inutile o colpevole, difficoltà di pensare, di concentrarsi o di prendere decisioni, pensieri di morte o di suicidio.

La depressione è diversa dalla tristezza, dal dolore o dall’afflizione

La morte di una persona cara, la perdita di un lavoro o la fine di un rapporto sentimentale sono esperienze difficili per una persona. È normale che i sentimenti di tristezza o di dolore si sviluppino in risposta a tali situazioni. Quelli che sperimentano la perdita spesso potrebbero descrivere se stessi come “depressi”. Ma essere triste non è la stessa di avere depressione.

Il processo di lutto è naturale e unico in ciascun individuo e condivide alcune delle stesse caratteristiche della depressione. Sia il dolore che la depressione possono coinvolgere una tristezza intensa e un ritiro dalle attività usuali. Sono anche differenti in modi importanti. Nel dolore i sentimenti dolorosi vengono ad “ondate”, spesso mescolati con ricordi positivi. Nella depressione maggiore l’umore e l’interesse (il piacere) sono diminuiti per la maggior parte del tempo. Nel dolore, l’autostima è di solito mantenuta. Nella depressione maggiore, i sentimenti di inutilità e di disistima di se stessi sono comuni.

Per alcune persone, la morte di una persona amata può portare alla depressione maggiore. Anche perdere il lavoro o essere vittima di una aggressione fisica o di un grave disastro può portare alla depressione. Nonostante alcune sovrapposizioni tra il dolore psicofisico e la depressione, distinguere tra di loro è indispensabile per aiutare le persone a ottenere l’aiuto, il supporto o il trattamento che necessitano.


Tipologie di disturbi depressivi


Disturbo depressivo maggiore

Il disturbo depressivo maggiore rappresenta la condizione classica in questo tipo di disturbi. E’ caratterizzato da episodi distinti (di almeno 2 settimane di durata ciascuno) che comportano nette modificazioni affettive, cognitive e nelle funzioni neurovegetative, con remissioni inter-episodiche.

Disturbo depressivo persistente (Distimia)

Una forma di depressione più cronica è il disturbo depressivo persistente (o Distimia) che può essere diagnosticato quando l’alterazione dell’umore ha una durata di almeno 2 anni negli adulti.

Disturbo disforico premestruale

Le caratteristiche essenziali del disturbo disforico premestruale sono l’espressione della labilità dell’umore, l’irritabilità, la disforia e i sintomi d’ansia che si verificano ripetutamente durante la fase premestruale del ciclo e che vanno incontro a remissione intorno all’insorgenza delle mestruazioni o poco dopo.